mercoledì 24 maggio 2017

Tiziana cazziero: Proibito Amarti



Autore: Tiziana Cazziero
Titolo: Proibito Amarti
Editore: Self-publishing
Genere: Romance
Pubblicato: 23 maggio 2017
Pagine: 277
Per acquistarlo: https://www.amazon.it/Proibito-Amarti-Romance-Tiziana-Cazziero-ebook/dp/B071LN1PPQ/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1495625601&sr=1-1

SINOSSI
New York

Cassandra è una scrittrice di quarant’anni. Ha avuto successo in passato, qualcosa però ha rovinato i suoi sogni. Un evento tragico ha influenzato gli ultimi anni della sua vita e si trova in un momento di difficoltà. Un’amica le propone un lavoro, ricoprire il ruolo di insegnante per un corso di scrittura creativa. Non può permettersi incertezze e dubbi, ha bisogno di quel lavoro per far risorgere le sue finanze. Accetta, da quel momento in poi una serie di eventi cambieranno la sua vita per sempre.
Ben ha venticinque anni, è giovane, bello, attraente e arriva nella vita di Cassandra come un fulmine a ciel sereno. Ha un lavoro inusuale per un ragazzo della sua età, nel frattempo ha deciso di seguire un corso di scrittura creativa, vuole diventare uno scrittore anche lui? In quella circostanza Ben e Cassandra si incontrano, tra regole, sensi di colpa e imbarazzi, iniziano a frequentarsi. 
Sono due anime che s’incontrano in un momento particolare. Cassandra è consapevole della differenza di età, lei è quindici anni più grande. Come può un giovane affascinante come Ben desiderare una donna come lei e aspirare a un futuro insieme? Dopo dubbi e incertezze Cassandra accetta il suo corteggiamento, tutto sembra regalare momenti di spensieratezza e felicità, gli stessi persi nei sepolcri di un passato doloroso. Tutto cambia repentinamente dopo una dolorosa rivelazione. Non si sono incontrati per caso, tutto era stato programmato. Cosa e chi li ha fatti incontrare?

Questo libro è stato ispirato da una storia vera. Ben e Cassandra esistono, sono due persone che hanno ispirato la stesura della trama. Hanno raccontato la loro storia all'autrice consentendo la narrazione. 
I due personaggi su richiesta dei diretti interessati sono stati romanzati con nomi inventati e location fonte di fantasia. 






martedì 23 maggio 2017

Elena Russiello: Una vacanza per amare ancora



Titolo: Una vacanza per amare ancora
Autore: Elena Russiello
Editore: Butterfly Edizioni
Collana: Digital Emotions
Genere: Contemporaneo
Prezzo: 1,99 €
Data di uscita: 24 maggio 2017
Disponibile in ebook su Amazon e Kindle Unlimited 


SINOSSI: Mia e Gianluca si sono innamorati a prima vista, ma il fuoco tra i due è andato via via affievolendosi col tempo, soprattutto a causa del lavoro di lei. Mia sta dando il massimo per lo studio di avvocati con cui collabora ma ha finito per allontanare tutti: gli amici, la famiglia e persino quel dolce ragazzo che non ha mai battuto ciglio a ogni sua mancanza. La loro storia sembra essere agli sgoccioli e Gianluca le dà un ultimatum: se non fa qualcosa per cambiare, lui la lascerà. Capita proprio a poche settimane da un viaggio programmato a Innsbruck, dove volevano festeggiare San Valentino. Nessuno dei due però è disposto a cedere il biglietto all'altro, così si ritrovano a partire in vacanza insieme da ex. Il rancore e l'odio che entrambi provano l'uno per l'altra li porta a una guerra a colpi di gelosia, bisticci, accuse e malintesi. Entrambi vogliono rovinare la vacanza all'altro ma la convivenza forzata farà scoppiare scintille di tutt'altro genere...

J.P. Declaney: La ragazza di prima



AUTORE: J.P. Declaney
Titolo: La ragazza di prima
Editore: Mondadori
Genere: Thriller psicologico
Anno di pubblicazione: aprile 2017
Pagine: 389

#LaRagazzaDiPrima #thriller #psicologia #casadomotica #mistero

SINOSSI
Con quest'uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato.
Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall'aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra.
Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l'avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta.
Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l'austerità e l'ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa.
Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest'uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione.
Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest'uomo.
Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.



Emma e Jane. Due donne che non si conoscono e non si incontreranno mai, hanno in comune una cosa soltanto: entrambe hanno abitato in Folgate Street, civico 1, Londra.
Abitare in questa casa è un privilegio riservato a pochi. Bisogna avere determinate caratteristiche e una forte motivazione, nonché la disponibilità a rispettare “le regole”.
Il contratto, infatti, contiene numerose clausole e solo il costruttore, l’architetto Edward Monkford, potrà decidere chi abiterà in quella casa.
Emma è morta in quella casa tre anni prima che andasse ad abitarvi Jane.
Emma è una persona bugiarda e manipolatrice, di cui ognuno ha un ricordo diverso. Si finge vittima, è seguita da una psicoterapeuta e ha lasciato il suo fidanzato Simon, affascinata totalmente da Edward.

Jane vuole ricominciare da capo dopo aver partorito la sua bambina morta. Ha bisogno di nuovi stimoli e li trova in “quella” casa. Una casa diversa dalle solite, minimalista, essenziale, dove il superfluo non ha senso di esistere. La casa è un gioiello della domotica dove la tecnologia è nascosta. Sembra quasi una casa del futuro, piacevole e terrificante al tempo stesso.
Anche Jane è affascinata dal suo costruttore.

Edward si presenta come un uomo gentile ma deciso, un po’ manico del controllo, ma ricco di esperienze. Un uomo alpha. Ma Edward ha anche un passato che vuole dimenticare e le due donne non glielo consentono.

“Nei rapporti umani, come nella vita, si tende ad accumulare il superfluo. Biglietti per San Valentino, gesti romantici, ricorrenze, vezzeggiamenti senza senso. Insomma, tutta l’inerzia prodotta da rapporti esangui e convenzionali, già finiti prima ancora di cominciare”.

Il punto è: come è morta Emma? Uccisa? Suicidata?
Sembra che tutti, perfino la polizia, abbiano messo una pietra sopra all’accaduto. Ma Jane vuole sapere.
Edward ha una relazione prima con Emma, poi con Jane.

“C’è una sorta di purezza in un rapporto libero da convenzioni. Una semplicità priva di vincoli”.

Il comportamento di Edward è ambiguo. Si scopre che dice le stesse frasi, fa gli stessi regali e tratta allo stesso modo entrambe le donne.

“Non è possibile raccontare la stessa storia due volte e aspettarsi un finale diverso”.

Anche la vita di Jane è in pericolo? È la casa ad essere pericolosa? O il suo costruttore? Chi è il vero colpevole?

La storia di presenta subito affascinante. Scritta con un’abilità ipnotica, ti spinge a leggere, capitolo dopo capitolo. Si susseguono, in modo alternato, le vite di Emma e di Jane. Un capitolo ciascuno. Prima e durante. Due vite. Due storie. Una ragazza morta. Una probabile vittima.




Monica Brizzi: Ogni singola cosa



Autore: Monica Brizzi
Titolo: Ogni singola cosa
Editore: Self-publishing
Genere: Rosa
Anno di pubblicazione: maggio 2017
Pagine: 250

#disturbialimentari #amore #OgniSingolaCosa
SINOSSI
Rebecca Ferrari adora il mare. Non c'è niente al mondo che ami quanto tornare ogni anno dai suoi amici. Tutto il resto, invece, non le interessa granché, specialmente la gente, ed è difficile che qualcuno le vada a genio. È sicura che con Samuel Baroni, il proprietario dell’hotel più in della zona, le cose non saranno diverse. Rebecca sa che è un imprenditore abituato ad avere tutto e a non prestare attenzione agli altri. I modi bruschi e la mancanza di tatto ne fanno uno squalo, nel suo lavoro, e lei non vuole averci niente a che fare. Questo, almeno, è ciò di cui si convince prima di conoscerlo.

Scontrosi, ribelli, fintamente educati, nervosi, distanti, freddi. Samuel e Rebecca sanno benissimo che tipo di persona sono. Quello che non sanno, è quanto abbiano bisogno l'uno dell'altra.



Rebecca è una donna impenetrabile. Ha blindato i suoi sentimenti dietro una lastra di ghiaccio bella spessa.  Si mostra cordiale, educata, ma in realtà non gliene importa niente della gente. Circondata dai suoi cari amici, riesce a ristabilire un equilibrio nella sua vita… Fino a quando non arriva Samuel a spezzare le sue labili sicurezze.
Samuel è un imprenditore di successo. Sicuro di sé, prepotente, bello ma non perfetto, attira gli sguardi di chiunque e incute timore. Viaggia spesso per lavoro e ha fatto costruire un albergo lì, proprio nell’unico posto dove Rebecca si sente al sicuro.

“Essere la Principessa dei Ghiacci quando gli altri sono gli 
Abitanti di Sole è facile,
 ma con il Signore degli Inferi la situazione cambia”.

Per Rebecca, i suoi amici e la sua famiglia sono l’ancora della salvezza. Per loro, e anche per se stessa, è riuscita a riprendersi dagli anni bui, dove il cibo era un nemico da combattere ed evitare.

“Volevo scomparire, diventare sempre più piccola fino a rendermi invisibile.
 L’invisibilità mi sembrava un buon sistema per proteggermi dal mondo”.

 La presenza di Samuel, inizia a diventare frequente nella sua vita. Ma lei non prova nessun sentimento. Odia tutta l’umanità e non ha intenzione di farsi abbindolare da un uomo bello, ricco e pieno di donne. Però…

“Lui ride. Quanto mi fa impazzire quando fa così.
È come se trattenesse queste risate e le facesse esplodere solo per farmi felice”.

Il problema degli uomini belli e ricchi, è quasi sempre lo stesso: non si fidano delle donne, perché lo vogliono solo per i suoi soldi.
Ma Samuel riconosce subito in Rebecca una donna diversa. Lei lo evita, quasi. Non si butta tra le braccia come se fosse l’unico uomo sulla faccia della terra, per disperazione o interesse. Lei lo prende in giro, insieme ridono. Lui ride molto bene J
Una telefonata, un invito, un equivoco, la presenza decisa, quasi imposta di Samuel, diventa la quotidianità per Rebecca. Quando non c’è, le manca. Quando non telefona, aspetta. Quando lo vede, ha le farfalle nello stomaco. Che il ghiaccio si stia sciogliendo?

Io avrei intitolato questo romanzo “Tutti pazzi per Samuel”. È un uomo intrigante, non è stronzo, ma deciso. Lui non domanda, afferma. Allontana tutti con uno sguardo truce. Amo quando dilata le narici e sospira.
La scrittura è fluida, anche se avrei smussato le descrizioni circostanti. A volte erano troppo lunghe. Io volevo sapere di Rebecca e Samuel. Tutti gli incontri con gli amici, i tanti personaggi, le marachelle di Ginevra (spero di non aver sbagliato il nome, perché non l’ho segnato), dovevano essere solo un contorno, invece prendono un bel po’di spazio. Però questo fa parte di un giudizio personale.
Invece mi sono piaciute le descrizioni di Rebecca, il suo malessere, le sue insicurezze, il suo modo di nascondersi dietro qualunque cosa pur di non diventare nuovamente vulnerabile. Quando racconta il suo passato a Samuel, è un momento bellissimo da leggere. E mi piace anche Samuel. Adoro Samuel in tutto quello che fa. In tutto quello che non dice. Loro sono due personaggi così belli che bastavano per tutto il romanzo.
Come sempre, nei romanzi di Monica Brizzi, c’è quella live ironia che smorza i toni, come a non volersi prendere troppo sul serio. C’è sempre il sentimento che inveisce contro ogni avversità. C’è sensualità che non diventa  mai volgarità. È sempre una piacevole lettura.



S. J. Watson: Non ti addormentare



Autore: S.J. Watson
Titolo: Non ti addormentare
Editore: Edizioni Piemme
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2012
Pagine: 416

#thriller #amnesia #NonTiAddormentare

SINOSSI
Ogni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga la casa in cui si trova, l'uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere.
È Ben, suo marito, a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua esistenza, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno un difficile apprendimento.
Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto "non fidarti di Ben"?
Giorno dopo giorno, con l'aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che, senza che lei ne sia consapevole, si è appropriato della sua vita. 
Uno straordinario romanzo, teso e appassionante, una storia che non dà tregua e che mette in discussione l'idea stessa di realtà.


Christine si sveglia. Non conosce l’uomo che le dorme accanto. Anche la casa le sembra ignota. Ma la sorpresa maggiore è quando si guarda allo specchio: non si riconosce. Gli occhi sono i suoi, ma tutto il resto è diverso, invecchiato, rugoso. È come se fosse più vecchia di oltre vent’anni. Christine ha quarantasette anni. Cos’è successo negli ultimi venticinque anni? Non ne ha memoria.
Ogni volta che va a dormire, il suo cervello si azzera e non ricorda nulla della sua vita vissuta nell’ultimo ventennio.

“È a questo punto che avverto un barlume di qualcosa che associo alla memoria.
Ma quando la mia mente cerca di afferralo si allontana come cenere al vento,
 e a un tratto mi rendo conto che nella mia vita c’è un allora, un prima,
anche se non so dire prima di cosa, e un adesso,
 e anche fra questi due estremi c’è soltanto un lungo,
 silenzioso vuoto che mi ha condotta qui, a lui e me, in questa casa”.

Ben, il marito, ogni giorno le ripete sempre la stessa storia: “Hai avuto un incidente, eri in coma, hai perso la memoria, io ti amo”.

“Qualsiasi cosa lui mi dirà, domani al mio risveglio l’avrò dimenticata.
 L’oggi è tutto quello che possiedo”.

Il dottor Nash lavora sulla sua memoria. È un neuropsicologo. Le ha consigliato di scrivere un diario. Tutte le informazioni che riceve durante il giorno, dovrà scriverle e rileggerle per collegare i giorni che si susseguono.
Christine fa questo di nascosto dal marito. Sul diario, a caratteri maiuscoli ha scritto “NON FIDARTI DI BEN”.
Christine inizia ad avere barlumi di ricordi, scene del passato che Ben le tiene nascoste. Ad esempio scopre che aveva scritto un libro ed era stato pubblicato. Sa che le piace scrivere e conosce le lettere sulla tastiera, tanto da batterle senza guardare. Scopre anche di avere un figlio, Adam, anche se il marito le aveva detto che non avevano figli.

“Ci sono ricordi di cui è meglio fare a meno.
Cose che è meglio perdere per sempre”.

È proprio un trauma ad aver causato a Christine questa amnesia. Ma perché suo marito non è sincero con lei? La vuole proteggere o non vuole che ricordi qualcosa in particolare? Perché il dotto Nash preferisce vederla di nascosto? Che fine ha fatto Clare, la sua migliore amica?
Sono tante le domande che attendono risposta.
La storia è molto intensa, scritta in modo affascinante, ipnotico. È suddivisa in tre tempi, ma sono tutti lineari, solo qualche flashback di visioni che sorprendono Christine all’improvviso. Piano piano, tutti i pezzi del puzzle si incastrano. Il romanzo si presenta pacato, ma mai noioso. Solo verso la fine, tutto accade velocemente,  la lettura incalza e si arriva al finale.
Presumo che si tratti di un colpo di scena. Per molti lo sarà.  Io non mi sono sorpresa affatto, ma questo non ha smorzato il piacere della scoperta.
Un lettura da non perdere.




Mary Kubica: Una brava ragazza



Autore: Mary Kubica
Titolo: Una brava ragazza
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 317
#thriller #rapimento #unabravaragazza #marykubica

SINOSSI
Mia Dennett è figlia di un importante giudice di Chicago, ma ha scelto di condurre una vita semplice, lontana dai quartieri alti e dalla mondanità in cui è cresciuta. Una sera come tante, entra in un bar per incontrare il suo ragazzo ma, all'ennesima buca di lui, Mia si lascia sedurre da un enigmatico sconosciuto dai modi gentili. Colin Thatcher - questo il vero nome del suo affascinante nuovo amico - sembra il tipo ideale con cui concedersi l'avventura di una notte. Peccato che si rivelerà il peggior errore della sua vita: Colin infatti è stato assoldato per rapirla. Ma quando Thatcher, invece di consegnare l'ostaggio, decide di tenere Mia con sé e di nasconderla in un remoto capanno del Minnesota, il piano prende una piega del tutto inaspettata. A Chicago, intanto, la madre di Mia e il detective Gabe Hoffman, incaricato delle indagini, sono disposti a tutto pur di ritrovare la ragazza, ma nessuno può prevedere le conseguenze che un evento tanto traumatico può avere su una famiglia apparentemente perfetta...



Onestamente mi aspettavo di più da questo romanzo, un po’ per la struttura (prima, dopo) un po’ per lo stile di scrittura.
Mia Dennet ha venticinque anni. Insegna Arte alle superiori ed è figlia del giudice di contea.
Grace Dennet è la sorella maggiore di Mia. È un brillante avvocato e la prediletta del padre.
Eve è la madre e James è il padre.
Gabe Hoffman è l’ispettore di polizia che sta seguendo il caso.
Mia Dennet scompare per tre mesi: è stata rapita da un ragazzo che non esegue gli ordini. C’era un mandante, un uomo senza scrupoli che aveva chiesto il rapimento della ragazza in cambio di un lauto compenso.  Colin esegue le istruzioni fino a un certo punto. Non consegna la ragazza. La tiene con sé. Si nascondono in attesa di un piano migliore.
Eve, la madre di Mia, è l’unica a preoccuparsi per la figlia scomparsa. Non sa se sia viva o morta e questo dubbio la tormenta notte e giorno. Cucina i cibi preferiti di Mia, le organizza una festa di compleanno (magari tornerà a casa proprio quel giorno) e la aspetta. Sempre.
Eve è sempre in contatto con l’ispettore Hoffman e lui è premuroso nel riferirle eventuali novità o silenzi.
Al contrario, James, il padre di Mia e giudice, è quasi infastidito e disinteressato per la sorte di Mia. Da adolescente la ragazza si era cacciata spesso nei guai e lui, per evitare scandali o danneggiare la sua reputazione, aveva contattato le persone giuste per coprire ogni pettegolezzo.
Ma perché hanno rapito Mia e non sua sorella, oppure suo padre?

La lettura diventa pesante e noiosa a causa dei continui “le ricordo, mi fermo, le dico, le spiego, guido, scelgo…”. Sono tutte azioni che sembrano più un diario che non un romanzo. Questo stile proprio non mi piace. Ogni capitolo è visto da un punto di vista e un periodo diverso: Colin prima, Eve dopo, Gabe dopo, Gabe prima.  Un continuo avanti e indietro, appesantito dalle “azioni” meccaniche (ho detto, ho fatto) che mi faceva venire voglia di mollare la lettura. Ma questa volta ho resistito e sono arrivata fino in fondo.
Non sono rimasta sorpresa da quello che doveva essere un colpo di scena. E comunque, per essere un thriller, non c’è nessuna suspense.
Eppure, sembra che questo romanzo abbia riscosso molto successo.  Più un libro è osannato, più alte sono le aspettative, più grandi sono le delusioni.






  


Jennifer E. Smith: La probabilità statistica dell'amore a prima vista



Autore: Jennifer E. Smith
Titolo: La probabilità statistica dell’amore a prima vista
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Rosa
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 230

#adolescenti #amore #romanzorosa

SINOSSI
Poteva andare in mille altri modi. Se non avesse aspettato l'ultimo momento per provarsi il vestito. Se non avesse dimenticato il libro. E se avesse corso un po' più in fretta per raggiungere il gate... Forse sarebbe arrivata in tempo. Hadley non riesce a credere di aver perso il volo che avrebbe dovuto portarla a Londra, al matrimonio di suo padre. Per soli quattro minuti! Che cosa sono quattro minuti? Il tempo di un'interruzione pubblicitaria, di una pausa tra una lezione e l'altra, della cottura di un piatto nel microonde. Eppure è bastato quel piccolo, imprevedibile ritardo per mandare tutto all'aria. E ora eccola lì, costretta ad aspettare il volo successivo, davanti a un check-in deserto, con la valigia in mano e un groppo in gola. Ma, proprio in quel momento, i suoi occhi incontrano quelli di Oliver, il ragazzo più bello che abbia mai visto. Un sorriso, qualche battuta e Hadley scopre di essere seduta accanto a lui in aereo. È timida, ma inspiegabilmente trova naturale confidarsi, come se lo conoscesse da sempre. Gli parla di suo padre, quel padre assente e distante che ora sta per sposare una donna che lei non ha mai avuto il piacere - o il dispiacere - di incontrare. Oliver, invece, è ironico e vagamente misterioso, e per qualche ora riesce a distrarla dai pensieri che le affollano la mente. E a farla innamorare. Quando l'aereo atterra, si scambiano un bacio appassionato subito prima di perdersi nella folla del ritiro bagagli.



Mi è piaciuto solo un quarto del romanzo, cioè quando Hadley sta con Oliver.
Di tutto il resto ne avrei fatto a meno.
Hadley è una diciassettenne che deve andare a Londra in occasione del matrimonio del padre. Per lei non è facile da accettare (dopo essere stata “abbandonata” insieme alla madre), ma la donna la incoraggia a partire, perché un giorno potrebbe pentirsene.
Hadley arriva all’aeroporto in ritardo e grazie a questo contrattempo, perde  l’aereo. Questo le permette di incontrare il magnifico Oliver.
Oliver è un ragazzo simpatico, con una buona parlantina, spiritoso e piuttosto istruito.
Il romanzo racconta le 24h dei due ragazzi: l’incontro, il viaggio in aereo, l’allontanamento verso i rispettivi motivi che li avevano spinti ad andare a Londra e il ricongiungimento.
È molto romantico e divertente (quando parla con Oliver). Piuttosto adolescenziale, ma va bene che sia rivolto a un pubblico giovane. Decisamente improbabile. Abbastanza noioso per la rimanente parte.