mercoledì 22 luglio 2015

Mauro Colarieti: Costellazione di brufoli - Recensione di Emme X; Scheda tecnica e biografia

  4 su 5
Autore: Mauro Colarieti
Titolo: Costellazione di brufoli 1
Editore: Lettere Animate
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: Young Adult LGBT
Pagine: 300
Prezzo: € 1,99

SINOSSI:
Quando Fabrizio viene adocchiato dagli Artisti del Retrobottega, una vera e propria mafia di liceali gay, capisce da sé che le cose sarebbero cambiate in poco tempo. Cominciando a uscire con loro, il ragazzo si ritrova catapultato in una realtà che lo aiuterà a scoprire meglio quello che è, evidenziando lati del suo carattere fino a quel momento nascosti.
Contemporaneamente, in un’altra città, Lohn sta cercando in tutti i modi di resistere all’ambiente degradante in cui la sua vita viene inscenata, e grazie a nuovi arrivi, la sua esistenza sembra avere la possibilità di diventare degna di essere vissuta.
Loro due, insieme ad altri personaggi secondari, vengono studiati attraverso il multi-POV (che arriva a contare cinque voci narranti) e ci accompagnano per tutto lo svolgimento della trama; pur vivendo situazioni completamente diverse, il lettore può comprendere alcuni particolari che accomunano tutti loro. Il romanzo, diviso in quattro parti, lascia spazio a diverse tematiche dei giorni nostri, analizzando come ognuno possa vivere la propria adolescenza in base alla personalità e alle scelte fatte.
“Costellazione di brufoli” enfatizza una società moderna, dove gli atteggiamenti omofobici si stanno estinguendo e dove l’orientamento sessuale è un’etichetta sociale soltanto apparente.
Nel testo compaiono, in modo equilibrato, alcuni versi di canzoni collegate alla storia, di artisti musicali che spaziano da Mina ai Cage the Elephant.
Tra delusioni e soddisfazioni, i nostri protagonisti continuano a percorrere le loro vite, nascondendo segreti e ambizioni che nemmeno loro riescono a inquadrare e comprendere al meglio.
È una serie di situazioni narrate da ragazzi che dispongono di tanto ma che non si sentono mai abbastanza, membri tipici di una generazione che è propensa a sapere tutto, ma che forse, in fin dei conti, capisce ben poco.

ESTRATTO:
Perché noi adolescenti non siamo deboli, pretendiamo tutto senza dare niente, e usiamo i nostri istinti per ficcarci in guai più grandi di noi. Rendiamo le nostre vite un qualcosa di molto simile a una gigantesca costellazione, una rete stellare che tutti possiamo osservare e in cui tutti, più o meno, possiamo rivederci.
Sono delle costellazioni di esperienze, orrende e magnifiche, che descrivono l’immensità dell’adolescenza che ognuno di noi possiede o ha posseduto. Forse, tra questa moltitudine offerta dal cielo notturno, gli adolescenti sono delle stelle. Alcuni si sentono speciali, arrivano a pensare che il mondo sia stato costruito per farli star male, quando in realtà fa di tutto per proteggerli.
Sapete cosa? A loro non interessa, perché fuggire da una costellazione che non si sente propria è l’unica soluzione per chiunque preferisca precipitare a fondo piuttosto che illuminarsi di false speranze.
Probabilmente io e Dan siamo un po’ così, come delle stelle cadenti.
Attraversiamo l’atmosfera, silenziosamente, ma il nostro bagliore non ci permette di scappare dalla costellazione in cui Fabrizio e gli altri sono rimasti intrappolati. Non riusciamo ad andarcene, se non facendoci notare.
Scappiamo perché è l’unica cosa che sappiamo fare.
Scappiamo dalle stelle più ingenue, quelle difettose. Con difetti come la superbia, il cinismo, perfino la sensibilità e l’empatia, in un sistema dove essere buoni provoca solo disagi e sofferenza.
Scappiamo dal cerchio stellare delle labbra screpolate, degli occhi strabici, dei fianchi larghi.
Io e lui stiamo evadendo dalla costellazione dell’eterna giovinezza, e vogliamo esplorare il cielo.
Non vogliamo più far parte della costellazione adolescenziale, la costellazione dell’apparecchio per i denti, degli occhiali da vista e delle costole sporgenti.
Noi non siamo più parte della costellazione di brufoli; noi vogliamo andare oltre.

La mia recensione
Questo romanzo è opera di un autore giovanissimo che ci parla di un mondo sconosciuto a molti. Aiuta i lettori a conoscere le dinamiche che potrebbe vivere un adolescente quando si trova a dover accettare – e far accettare – il suo orientamento sessuale.
Diversamente da quanto mi aspettavo, Mauro Colarieti riesce a non cadere “eccessivamente” negli stereotipi e questo mi ha sorpreso, perché non è affatto facile esprimere un concetto diverso da quello della massa. I
Si evolvono le esperienze di Fabrizio e Lohn: due adolescenti che scopriranno meglio chi sono e cercheranno di dare un senso alle loro difficili vite. Sarà proprio questo incontro che, in qualche modo, cambierà il corso del loro futuro.
Lohn è un ragazzo in sovrappeso, molto complesso e, proprio per questo, l’ho amato particolarmente. Ha i suoi lati umani deboli, eppure spicca tra gli altri.
Fabrizio è un magrissimo ragazzo, molto diverso da Lohn, anche lui ha le sue caratteristiche delineate.
Non saranno gli unici personaggi che conosceremo, ma Fabrizio verrà accolto in una sorta di “confraternita gay”, costituita da ragazzi che vantano la loro sessualità e la sbandierano apertamente.
Il titolo può trarre in inganno, ma è più idoneo di quanto si possa immaginare. Credo che l’autore abbia pensato a qualcosa di acerbo, come può essere un adolescente, che si evolve fino a svilupparsi e maturare in alcuni casi.
Scritto da un doppio punto di vista, è comunque usata sempre la prima persona. Questo permette al lettore di entrare direttamente in comunicazione con il personaggio che narra, esponendosi psicologicamente, con i suoi sbagli, le sue incertezze e il continuo cambiamento che è tipico in questa età.
Alcuni punti possono far riflettere, le frasi non sono buttate a caso, ma hanno un messaggio da trasmettere.
Il romanzo è ambientato tra Brescia e Bergamo e si tratta di una trilogia.
Posso dire che le vicende che mi hanno colpito maggiormente, riguardano gli sviluppi mentali dei protagonisti. Sono attratta dalla psicologia e mi domandavo se era possibile che un diciottenne come Mauro, con poca esperienza,potesse scrivere qualcosa che andasse oltre l’ovvietà. Anche questa è stata una sorpresa: l’autore, in breve, dice che sebbene l’emarginazione provochi sofferenza, è meglio reagire piuttosto che atteggiarsi a vittime. La vita è una sola: perché farsela rovinare? Meglio camminare a testa alta, magari sopportare e soccombere, ma anche accettarsi ed essere ottimisti.
Il romanzo contiene tanti micro messaggi, come ad esempio, quello di esagerare nella lotta dei propri diritti gay, al punto di considerarsi migliori degli etero. Se così fosse, gli omosessuali non cercano uguaglianza di diritti, ma addirittura superiorità. Ergo, se vuoi uguaglianza, ma ti senti superiore è un controsenso.
Un personaggio che ha poco spazio, ma una certa importanza è Daniele che, per uno scherzo poco divertente diventa una pornostar su Youtube, ripreso da altri ragazzi che hanno violato la sua intimità.
Un altro particolare è la suddivisione del libro. (Ho preso qualche appunto mentre leggevo, ma spero di non fare confusione).
Nella prima parte si parla di bullismo, un fenomeno purtroppo attuale. Si parla anche del tradimento che colpisce Fabrizio, dell’aspetto esteriore che riguarda Lohn e della depressione di Daniele.
Nella seconda parte si parla dell’incontro tra Lohn e Fabrizio.
La terza parte ha 5 POV alternati e credo che sia un esercizio difficilissimo da applicare. Devi entrare nella mente del personaggio, pensare come lui, essere lui, far sentire al lettore la differenza tra l’uno e l’altro.
Ecco, forse ci sono troppi personaggi. Preferisco meno confusione, ma questo è un mio gusto personale.
In questa terza parte, ma anche nella quarta, si parla di suicidio e naturalmente non vi dico altro.
Anche in questo caso, la maturità dell’autore è palpabile. Voglio dire, questo ragazzo ha le idee chiare, esprime idee e concetti con nozione di causa. Ha sempre un punto di vista diverso da quello che ci si aspetta.
Ad esempio, il suicidio, argomento delicatissimo, è segno di disagio e instabilità. Però c’è chi ne abusa, tornando al discorso di prima: il vittimismo. La parola “suicidio”, come anche l’autolesionismo,  diventano modi per attirare l’attenzione su di sé e farsi compatire. Invece pensare “veramente” al suicidio è una cosa grave, è un malessere reale e profondo. Probabilmente, chi è davvero turbato cerca di non darlo a vedere.
I personaggi di questo romanzo sono persone come tante, con i loro difetti, problematici e veri. Non perché si tratta di un genere LGBT, deve necessariamente trattare di personaggi belli e perfetti che vivono il loro amore.
Qui c’è molto di più.
Il romanzo è rivolto a un pubblico adolescente, ma io non mi sento di restringere l’età dei lettori. Credo che leggere questo libro, possa essere un’esperienza illuminante un po’ per tutti.
Lo stile dell’autore è diretto, molto giovanile, a volte acerbo, ma spesso sorprendente. Pur non volendo cadere nel cliché, a volte inciampa. Forse un po’ ripetitivo su alcuni aspetti, ecco, avrei preferito qualche pagina in meno, un po’ smussato da qualche parte. Per finire, tormento degli scrittori, qualche refuso. In questo romanzo vengono esaltate le imperfezioni dei protagonisti. Credo che sia un ulteriore messaggio: se mi ami, se mi vuoi bene, devi fare i conti anche con le mie mancanze, sono queste che mi rendono speciale.
“Sono sempre stato il ragazzo diverso, e per la prima volta posso considerarla come una fortuna.
Perché tutti siamo stati storie di giovani, storie raccontate dallo specchio dei nostri occhi, che seppur dipinti come innocenti, in realtà nascondono segreti frammentati. Conosciamo sulla nostra pelle quei giovani disastri e quelle giovani promesse, i giovani amori e le giovani sofferenze. E forse sì, la maggior parte di noi stelle sarà sempre troppo piccola per cambiare il mondo, ma alcune, invece, non saranno mai troppo grandi per cambiare loro stesse.”



 BIOGRAFIA AUTORE:
Mauro Colarieti nasce il primo Aprile del 1997, nonché anno della pecora Dolly, di Titanic e di Google. Abita a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, dove tutt’ora frequenta il liceo.

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno pubblica “Costellazione di brufoli” (Lettere Animate Editore, 2015), il suo romanzo d’esordio, nonché primo capitolo di una trilogia.

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